Con una operazione congiunta, che dimostra la forte coesione dei principali organismi a servizio del mondo vitivinicolo piceno, i rispettivi CDA della Vinea e del Consorzio Tutela Vini Piceni hanno incontrato, presso i locali dell’Enoteca Regionale di Offida, il vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Marche Enrico Rossi.
L’occasione è stata quella di illustrare e fare una fotografia del momento che sta vivendo il comparto, anche attraverso numeri e statistiche preparati dal dott. Elso Pica dell’ufficio segreteria del Consorzio sulla base dei dati Valoritalia.
Ne è emersa una rappresentazione molto realistica che evidenzia una quantità di vino in giacenza importante, senza particolari differenze tra denominazioni bianche o rosse, né tra DOP e DOCG.
Nel dibattito che ne è seguito, molti imprenditori hanno manifestato la propria preoccupazione per questi volumi invenduti, a prescindere che si tratti di vini a denominazione di origine o generici, chiedendo anche interventi radicali a sostegno del mercato.
Tutti hanno convenuto sulla necessità, oltre che di interventi tampone, di una politica a sostegno del vino nel lungo periodo, attraverso una programmazione che consenta un rilancio strutturale del settore.
“Non è un momento felice, inutile negarlo – ha dichiarato il presidente di Vinea Pompilio D’Angelo – per questo la nostra organizzazione ha proposto questa campagna di ascolto con l’assessore Rossi, di concerto con il Consorzio di Tutela competente e facendo seguito al convegno sul ‘Nuovo Pacchetto Vino’, svoltosi recentemente, considerata l’importanza strategica del settore vitivinicolo per il nostro territorio, oggi chiamato ad affrontare diverse criticità.
Tra queste ritengo utile non concedere autorizzazioni per nuovi impianti di vigneto per alcuni anni, pur con la possibilità di valutare periodicamente la situazione, al fine di ridurre le eccedenze di prodotto presenti sul mercato. Contestualmente sarebbe opportuno prevedere una deroga per i giovani agricoltori, così da favorire il ricambio generazionale, vista l’età media elevata della popolazione agricola e la mancanza di valide alternative alla viticoltura. Ritengo inoltre necessario porre cautela sull’estirpazione dei vigneti, considerando il potenziale danno ambientale, proponendo tempi più lunghi per l’eventuale reimpianto.”
“La promozione, per la quale il Consorzio è istituzionalmente deputato – ha aggiunto il presidente del Consorzio Vini Piceni Simone Capecci – sia verso i Paesi terzi sia nell’ambito dell’Unione Europea rappresenta uno strumento fondamentale per il settore, così come lo sono il turismo enogastronomico e il turismo enologico. Riteniamo opportuno proporre all’assessore la possibilità di aumentare la percentuale di contributo destinata a queste azioni, nonché di cogliere le opportunità offerte per l’apertura verso mercati ancora inesplorati.
Da non dimenticare che valorizzare una DOP significa anche investire sul territorio di competenza. La viabilità stradale e la cura dell’ambiente non possono non essere parte integrante di questo percorso.”
Particolarmente dibattuto, tra i presenti, è stato il tema della distillazione, sulla quale i due presidenti hanno concordato l’assoluta necessità di un intervento, incluse e soprattutto le denominazioni di origine, quale operazione tecnica di soccorso alle giacenze presenti e al fine di limitare le speculazioni di prezzo che continuano a interessare il mercato, oggi in una fase di stallo, e che potrebbero ripercuotersi anche sul prezzo dell’uva della prossima vendemmia.
Sono stati affrontati anche altri temi, come quello del vino dealcolato, che potrebbe rappresentare una nuova opportunità commerciale senza sostituire il vino nei mercati tradizionali, e quello della sostenibilità ambientale, quale strumento per contrastare i cambiamenti climatici, con l’auspicio della conferma del sostegno all’agricoltura biologica, politica già ampiamente diffusa nel territorio piceno.
L’assessore, al quale è stato rivolto il ringraziamento dei rappresentanti dei due sodalizi per la disponibilità dimostrata, ha ascoltato con grande attenzione le richieste e le aspettative dei viticoltori, impegnandosi a lavorare per una rapida risoluzione delle problematiche evidenziate e precisando che alcuni eventuali interventi di natura ministeriale dovranno essere condivisi con le altre Regioni, alcune delle quali si sono dimostrate più caute rispetto a proposte quali la distillazione di sostegno.