Azienda agricola

Azienda Agricola Simone Capecci

RIPATRANSONE

L’identità

Da sempre rivolgiamo il nostro impegno alla ricerca di un’identità forte.
Quella che ci viene donata da un territorio estremamente vocato per la produzione del vino, quella dei vitigni autoctoni che sono il patrimonio della nostra regione e quella legata ad una qualità e uno
stile riconoscibile.
Un’identità che deriva dalla cura dei dettagli, dalla ricerca e dalla continua ed ininterrotta innovazione.


La nascita

Tutto nasce dalla campagna.
La terra come sinonimo di vita, dove si è sempre prodotto di tutto un po’, dal grano all’olio, dalla frutta all’uva e di conseguenza al vino.
Dove tutto è sussistenza, fatto per essere mangiato e venduto, spesso, ad un prezzo poco remunerativo.
Dove i genitori consci della fatica, del sudore, si augurano che i figli riescano a prendere altre strade.
E non basta l’evidente potenziale di queste terre a mettere in discussione un pensiero così radicato e scaturito da una vita fatta di sacrifici.

La rivoluzione

La libertà di potersi esprimere, di poter creare qualcosa di personale, ma anche di sbagliare non ha prezzo e non si può conciliare con regole o orari da posto fisso.
Fu proprio questa la spinta necessaria a far prendere alla cantina una direzione nuova, controtendenza e assolutamente innovativa.
Fondamentale fu anche la scelta di donare qualche ettaro alla regione Marche per la sperimentazione su un vitigno che quasi estinto, il Pecorino, è stato per noi sinonimo di ribellione.


L’autenticità

Per rispettare l’autenticità del vino, e preservarne gli aromi più delicati, sono state introdotte quelle che all’epoca erano considerate tecniche di vinificazione rivoluzionarie ma che ora sono diventate
uno standard per molti.
Questo ci ha portato ad avere una cifra stilistica riconoscibile e rappresentata, per la prima volta, dal Ciprea.


La qualità

Uno dei concetti più astratti ma allo stesso tempo più ricorrenti, difficile scriverne una definizione univoca e spesso soggetta di diverse interpretazioni, noi abbiamo cercato di darne una nostra.

L’abbiamo fatto semplicemente seguendo le linee guida che da sempre contraddistinguono il nostro lavoro.
Per noi fare qualità vuol dire seguire una strada, a prescindere da quanto tortuosa, lunga, impervia ed economicamente impegnativa.
Vuol dire non prendere scorciatoie di sorta ma avere bene in mente un ideale e perseguirlo indipendentemente da quanto sforzo possa richiedere.


Il futuro

Abbiamo piantato un Chiodo, un punto fisso, un pensiero che rimanga in mente ed un sapore che sia saldo nel palato.
Stiamo parlando della Garofanata, questo vitigno autoctono tra i più puri e pure così diverso.
“Il ribelle”, così lo chiamiamo, affascinante e difficile da domare.
L’ultima sfida in cui ci siamo cimentati, perché per noi sperimentare è come respirare, non possiamo farne a meno.


B

Ci piace pensare che i nostri vini siano Buoni, spero che siate d’accordo con noi, ci impegniamo ogni giorno per dare il massimo.
Perché il vino alla fine deve essere qualcosa di piacevole, non un puro esercizio di stile, fatto per essere bevuto e non per rimanere nel bicchiere.
E se oltre ad essere Buono non danneggiasse l’ambiente circostante?
B, come Buono, come Bene ma anche come Biologico.
Una scelta fatta anni fa e che portiamo avanti con passione e impegno.

La rotta è stata tracciata, ti va di fare strada con noi?

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Rappresentante legale:
SIMONE CAPECCI
Telefono:
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